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3012 Coronavirus RETE DI MOBILITÁ D'EMERGENZA Piano di azione per la mobilitá urbana post COVID
Egilea: BIKENOMIST
Iturria: BIKENOMIST 16/04/2020
Euskarria: DIGITAL
Hizkuntza: Italiano
Etiketak: Covid-19 y movilidad
Italia 2020
Artxibo OCRRMEâ RETE DI MOBILITÀ D’EMERGENZA Piano di azione per la mobilité urbana post COVID BIKENOMIST Bikeitalia.it Piano di azione per la mobilité urbana post Covid A cura di Paolo Pinzuti, CEO Bikenomist Arch Paolo Gandolfi Arch Valerio Montieri www.montierimacchi.it Arch Matteo Dondé www.matteodonde.com Gabriele Sangalli Per informazioni: info0bikenomist.com Pubblicato il 16.04.2020 Immagini realizzate con Streetmix.com 2 Indice Introduzione 4 Premessa 5 IL problema 6 Le soluzioni 8 Manuale técnico per La realizzazione di una RME 12 Ridimensionare Le corsie 15 Realizzare con segnaletica di cantiere 16 IL ruolo della comunicazione 17 Soluzioni principali 18 Creare La RME 19 Moderazione del traffico 22 Migliorare la pedonalità 24 Gli strumenti 26 Costi di realizzazione 29 Esempi e buone pratiche 30 3 Introduzione La FASE 2 deU’emergenza C0VID19 è La grande sfida che il mondo intero si ritrova ad affrontare e che rischia di tramutarsi in un’ulteriore catástrofe se non gestita opportunamente. Le norme di distanziamento sociale imposte porteranno neces- sariamente a una fuga dal trasporto pubblico nelle città che potrebbe tramutarsi in una congestione totale del traffico nelle città portándole alla paralisi con ulteriori ripercussioni da un punto di vista económico su un tessuto sociale g i à in grave dif- ficoltà. Per affrontare la sfida abbiamo coinvolto alcuni tra i più affermati professionisti (che ringrazio) del settore della mobilité urbana per redigere un Piano Emergen- ziale della Mobilité Urbana Post Covid alio scopo di offrire gli strumenti alie città italiane per affrontare l’emergenza viabilité. Questo documento contiene guindi una serie di contromisure per mitigare gli effetti dello sbilanciamento dell’offerta di mobilité intervenendo in modo rápido, econó- mico ed emergenziale sulla forma dello spazio pubblico per garantiré a tutti i citta- dini il diritto alla mobilité e all'efficienza. Nella prima parte del documento si valutano i fenomeni in essere con un’analisi di scenario a cui si vuole dare risposta attraverso: 1 - una gestione mirata del trasporto pubblico; 2 - la creazione di una Rete di Mobilité di Emergenza per stimolare l’utilizzo di mezzi di trasporto veloci, leggeri e non congestionante 3 - L’allargamento degli spazi per la p ed o na lité alio scopo di garantiré il distan- ziamento sociale; 4 - gestione d elle Zone a Traffico Limitato e politiche della sosta. Nella seconda parte del documento si presentano le soluzioni tecniche adottabili in via immediata da parte d e Lie amministrazioni comunali in ottemperanza alia nor- mativa vigente. A conclusione del documento si trova un’indicazione di massima dei costi di realizzazione degli interventi proposti. Laugurio è che guante p i ù città possibile possano implementare le misure gui pro- poste per evitare che la ripartenza económica tanto auspicata non resti bloccata dal traffico di una cattiva gestione della mobilité urbana. Buona lettura e buon lavoro. Paolo Pinzuti © 4 Premessa L’emergenza Covid-19 ha comportato provvedimenti di restrizione della circolazio- ne delle persone che sta bloccando quasi completamente il sistema dei trasporti e la mobilité urbana. Le città si sono svuotate o almeno cosí appaiono anche se una quota significativa degli spostamenti continuano ad avvenire. Nella sola area B di Milano si è osser- vata una riduzione media della circolazione d elle auto del 70% e del 95% del tra- sporto pubblico e di tutte le varie forme di sharing mobility. L’obbligo di rimanere a casa per molti cittadini ha comportato una riduzione del traffico automobilistico con conseguente riduzione dell’mqumamento atmosférico, del rumore e dei morti e feriti sulle strade. All’improvviso le città italiane, e di molti altri Paesi, sono diventate pulite, silenziose e si cure. Nel dram ma d elle morti associate al Covi d-19 si potra n no riscontrare per fortuna anche vite salvate grazie alla riduzione drástica degli incidenti stradali. Nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 7 aprile 2020, rispetto alio stesso periodo del 2019, si è ragistrata una riduzione dell’80,7% del numero degli incidenti stradali e una riduzione dell’83,3% del numero dei decessi collegati, pari a 120 vite salvate [Fonte: Dipartimento della Pubblica Sicurezza], A queste sono da aggiungersi gli effetti mitigati dell’mqumamento da polveri sottili e biossido di azoto, che ogni anno si stima provochino 80.000 morti premature solo in Italia (dati Agenzia Europea dell’Ambiente). La lotta al C ovi d 19 ha anche imposto stringenti norme di distanziamento sociale che dovranno continuare a essere osservate con un certo grado di rigidité fino alla normalizzazione degli effetti del virus sulla popolazione. Quando le restrizioni alla mobilité cesseranno si verificherà un primo shock traf- fico quando le attività economiche riprenderanno e un secondo shock più dram- matico nel setiembre 2020, alla riapertura delle scuole. Lo scenario più probabile è una paralisi della mobilité nelle città, in particolare in quelle di grandi dimen- sion!. 5 Il problema IL traffico urbano in Italia era già al limite della sostenibilità prima dell’emergenza Covid-19 con cingue drammatiche conseguenze: 1 - 3.400 morti e 250.000 feriti per incidenti con un costo económico di 21 miliardi euro/anno [fonte MIT] ; 2 - oltre 80.000 morti premature/anno dovute all’inguinamento dell'aria; 3 - una costante condizione di congestione, con 50 miliardi di Euro di PIL/anno perduti nell'inefficienza dei trasporti e della mobilité urbana; 4 - malattie caúsate dalla sedentarietá che incidono sul bilancio dello stato per 12,1 miliardi di euro/anno, eguivalenti all’8,9% della spesa sanitaria italiana; 5 - una permanente condizione di insoddisfazione, stress e rabbia da parte dei cittadini. Alla fine d e Lie limitazioni della mobilité, il persistere d e Lie norme di distanziamento sociale si tradurranno in un tracollo nell’uso del trasporto pubblico locale, corne evidenziato anche dal caso di Wuhan (Ciña) che riportiamo gui sotto. Before Coronavirus Outbreak After Coronavirus Outbreak Private Car Two-wheeled Vehicle Bus/ Metro Taxi Car hailing 3% I Car sharing/ Car rental 15 % Modal share nella regione di Wuhan, prima e dopo I'emergenza Coronavirus. Ricerca Ipsos % 6 Alla "riapertura" si continueranno ad applicare forme di distanziamento sociale che renderanno impossibile mantenere il normale uso dei mezzi pubblici e dei treni. È molto probabile che queste condizioni permangano per mesi e comunque fino alla capilla re distribuzione di un vaccino o di farmaci per la cura degli effetti del virus. A prescindere dagli obblighi e dallo sforzo che potranno fare le aziende di trasporto per aumentare i servizi e ridurre l’affollamento è probabile che molti cittadini riter- ranno poco desiderabile la condivisione di spazi ristretti, contatti fisici e di superfici con altre persone, rendendo incerta per alcuni anni la ripresa per i servizi di tra- sporto collettivo. N elle città italiane il trasporto pubblico copre tra il 10 e il 55 per cento degli sposta- menti, percentuale che aumenta contando i cittadini che usano le ferrovie regionali per spostarsi all’interno delle aree metropolitane. Giá alcuni, per esempio l’accordo FCA sindacati, prospettano una soluzione che ipotizza l’aumento dei servizi per ridurre l’affollamento dei mezzi pubblici, ignoran- do i costi di esercizio del tpl: se a paritá di viaggiatori si vuole rendere accettabile il distanziamento sociale all’interno dei mezzi pubblici occorre auméntame la ca- pienza, questo è possibile solo attraverso la moltiplicazione d e lie corse aumentan- do il numero di bus, treni e tram in servizio. Questa scelta sará difficile da attuare (aumentare tram e metropolitane richiede tempi di attuazione medio-lunghi a causa delle forniture) e soprattutto suicida dal punto di vista económico: il trasporto pubblico è remunerato mediamente solo per il 25-30% dalla bigliettazione, il resto è pagato dallo Stato con il fondo nazionale del tpl. Aumentando l’offerta di mezzi pubblici a fronte di una contrazione della doman- da comporterebbe un’esplosione dei costi di gestione di un servizio giá erogato in perdita. Aumentare i costi a fronte di una riduzione degli introiti relativi non è una scelta saggia. Tutti i cittadini che non potranno o non vorranno utilizzare il trasporto pubblico dovranno scegliere se muoversi in auto, in bici, a piedi o con altri mezzi propri, se sceglieranno l’auto sarà la paralisi totale d e lie città. 7 Le soluzioni In tempi normali La mobilité urbana tende a aumentare proporzionalmente ai livelli di crescita economica e rimanere stabile o decrescere leggermente in caso di re- cessione. Nel periodo di lock down è calata drásticamente, appena guesta cessera tornera rápidamente, molto rápidamente, ai livelli precedenti per poi ricominciare a crescere in modo più o meno sostenuto in ragione degli effetti economici di medio periodo. In linea di principio la soluzione ai problemi di mobilité è guella g i à tracciata nel- la letteratura di settore, in parte della legislazione p i ù recente e soprattutto nei PUMS di varie città, ovvero ridurre gli spostamenti in automobile a favore dell’uso di modalité di spostamento sostenibili. Rispetto al percorso di soluzione di prima dell’emergenza Covid-19 si impongono la nécessité di provvedere urgentemente ad adottare delle contromisure e alcune novitá di contesto che andranno tenute in opportuna considerazione. Nonostante gli appelli di facile appeal comunicativo, il telelavoro puó assorbire una quota solo marginale del totale degli spostamenti che riguardano solamente i settori del terziario avanzato e solo alcune mansioni specifiche. Mentre si lavora a un rafforzamento delle infrastrutture telematiche, occorre tuttavia orientare l’attenzione verso la riorganizzazione delle forme tradizionali della mobilité ur- bana. Gestione del trasporto pubblico Per il trasporto collettivo occorre operare un’attivitá di tamponamento fino alla fine dell’emergenza per poter rilanciare il ruolo del trasporto pubblico con maggiore slancio. L’azione andrebbe differenziata sulle diverse tipologie di servizio. Servizi ferroviari metropolitani e regionali Questi servizi sono cruciali per gli spostamenti péndolari medio lunghi verso le cit- tà , nelle aree metropolitane e sulle direttrici regionali p i ù utilizzate e il calo dell’u- tenza di questi servizi non è sostituibile con nessun mezzo alternativo che non sia L’automobile privata. Se questo dovesse avvenire le città non sarebbero certamente in grado di sopportare il traffico di accesso aggiuntivo derivante dal minor uso dei treni. Per evitarlo si possono e si devono aumentare i servizi per distanziare l’uten- za, più treni, stessi passeggeri, più spazio. Le aziende dovrebbero organizzare sistemi di prenotazione del posto su tutti i treni. I gestori dell’infrastruttura dovrebbero garantiré filtri di accesso a sottopassi e bi- nan solo ai detentori dei diritti di via g g i o sui servizi in partenza. Lo Stato dovrebbe coprire i costi per moltiplicare le corse nei limiti della disponibi- lité di materiale rotabile e della capienza dell’infrastruttura, puntando a recuperare il prima possibile i livelli di passeggeri trasportati prima del Covid-19. II servizio risulterebbe p i ù costoso, ma col passare degli anni, all’attenuazione dei limiti ¡m- posti dal contrasto al virus si potrebbe avere un aumento dell’utenza con benefici permanenti sulla mobilité. Servizi urbani e suburbani di metropolitana, tram e autobus Questi servizi garantiscono la distribuzione dentro le aree urbane. Il calo di utenza potrá trovare diverse alternative oltre all’automobile privata e sarebbe comunque difficile garantiré limitazioni di affollamento. Per questo la predisposizione di ser- vizi aggiuntivi potrebbe non essere risolutiva e inútilmente onerosa. Lo Stato dovrebbe provvedere per l’anno in corso a ripianare le minori entrate da tariffazione chiedendo in cambio alie aziende di mantenere i servizi pre crisi, pro- seguendo questo sforzo per gli anni necessari. Il distanziamento sociale avverrá come effetto naturale del calo di utenza e potrá essere regolato dotando i mezzi di sistemi di misurazione degli ingressi, tali da offrire aLl’autista in tempo reale il dato della presenza a bordo e permettergli di impediré l’accesso oltre un certo numero di viaggiatori consentito. Tali sistemi contapasseggeri rimarranno come dotazione utile anche in futuro per la misurazione dei flussi ed evitare affollamenti eccessivi giá poco to Llera bi Li prima dell emergenza Per la fase di emergenza gli enti locali dovrebbero allestire una Rete di Mobilité di Emergenza per accogliere l’utenza che abbandona il trasporto pubblico indirizzandola verso mezzi alternativi all’auto. 9 Gestione dello spazio pubblico Una reazione istintiva alio shock della mobilité causato dal Covid potrebbe essere un cambio di atteggiamento nei confronti del sistema di limitazione e disincentivo della circolazione degli autoveicoli nelle aree urbane. La nécessita di far riprendere rápidamente le attivitá commerciali e di servizio concentrate nei centri urbani ha indotto alcuni e indurrà altri a proporre una sospensione dei sistemi di limitazione degli accessi alie ztl, alie aree pedonali d e lie varie città, oltre che ad una elimina- zione o attenuazione delie tariffe di sosta. Ridurre le limitazioni al traffico automo- bilistico comporterebbe pero solo una accelerazione della congestione con conse- guente drástica riduzione d ell’a ccessi b i lita ai centri e guindi il prolungamento del danno nei confronti delle stesse attivitá commerciali. Nella fase 2 dell’emergenza sará guindi necessario mantenere i regimi di regola- zione degli accessi e della sosta nei centri storici e nelle aree urbane congestiónate almeno ai livelli precedenti all’insorgere del Covid-19, in guanto la scelta della mo- dalité di trasporto sostitutiva al tpl sará principalmente orientata in ragione della capacité di penetrazione e sosta d elle varie tipologie di veicoli. L’ltalia è uno dei Paesi al mondo con il più alto Uve lio di motorizzazione ed è probabile che se si dará la percezione di incentivare l’uso d ell’a uto, annullando le ztl o eliminando la tarif- fazione della sosta, l’auto verrà usata massicciamente, rendendo in realtà i centri cittadini più congestionati e meno accessibili. Si chiama induzione della domanda. All’interno delle aree urbane la guerra alia congestione deve essere affrontata ¡n- tervenendo sullo spazio stradale che favorisca i mezzi meno ingombranti, pur ri- spondendo a tutte le esigenze di spostamento. La sfida è intercettare nei parcheggi scambiatori e presso le stazioni le guote di mobilité precedentemente assorbite dal trasporto pubblico evitando che proseguano verso i centri cittadini, offrendo dei corridoi e una Rete di Mobilité d’Emergenza dedicati ai motocicli, biciclette e micromobilità. Questo permetterá di accrescere l’uso di guesti mezzi anche per le medie percorrenze interne alla città e di liberare i marciapiedi per riservarli all’u- so esclusivo dei pedoni, per aumentare anche guesta guota di spostamenti per le distanze più brevi. Contestualmente dovrebbero essere previste forme di incentiva- zione dell’uso dei motoveicoli al posto delle automobili. La priorité in guesto momento deve guindi essere riorientare le scelte di mobili- té dei cittadini secondo criteri di desiderabilità sociale intervenendo sull’offerta di spazi dedicati secondo il seguente schema: 10 SPOSTAMENTO MODALITÀ INTERVENTO NECESSARIO Fino a 3 Km Mobilité pedonale Liberare e ampliare i marciapiedi Fino a 10 Km Micromobilité (bici, e-bike, monopattim ecc) Realizzare una Rete di Mobilité d'Emergenza nell'area urbana Oltre i 10 Km Trasporto ferro- viario + bici e micromobilité; Auto + bici e micromobilité Predisporre corridoi di mo- bilité di emergenza dalle staziom e dai parcheggi scambiatori, incentivare le forme di sharing mobility e l'accesso delle biciclette su treni e metropolitane Moto Creare stalli di sosta delle moto m sostituzione agli stalli di sosta per le auto nelle aree centrali Per questo è necessario garantiré La sicurezza di chi sceglie mobilité di trasporto poco ingombranti dedicando loro spazi dedicati e sicuri. Bisogna perianto liberare lo spazio dei marciapiedi e dare continuité ai percorsi pedonali per favorire lo sviluppo della mobilité a piedi per le percorrenze brevi. In queste settimane di costrizioni, con più tempo a disposizione, gli italiani hanno capito che muovendosi a piedi si raggiungono moite più destinazioni di quelle che ritenevano accessibili. Riformulando lo spazio disponibile si potré spostare le b i ci - dette e la micromobilité fuori dai marciapiedi che dovranno essere dedicati esclu- sivamente a pedoni e disabili e allargati in prossimité degli esercizi commerciali per evitare assembramenti. Il primo intervento deve quindi essere la realizzazione di una rete di mobilité di emergenza che permetta agli utenti della mobilité leggera di evitare la congestione delle strade e la conseguente paralisi delle citté. Per questo è di primaria importanza realizzare direttamente suite carreggiate stra- dali una rete di corsie di marcia per la mobilité smart in grado di connettere i prin- cipad attrattori della citté e di ospitare tutte le forme di mobilité leggera. Occorre realizzare subito una Rete di Mobilité d’Emergenza (RME) come giá effet- tuato in altre realtà europee come Parigi, Berlino.Budapest, Dublino, Montpellier e moite altre. h Manuale técnico per la realizzazione di una Rete di Mobilité d’Emergenza Analizzare i punti di congestione Sulla base delle condizioni di mobilité urbana e metropolitana precedenti al Covid, occorre verificare gli effetti possibili di congestione che deriverebbero dal trasferi- mento del 30% degli spostamenti dal trasporto pubblico all’automobile. Particolare attenzione deve essere posta per le direttrici servite da mezzi di trasporto massa, come metropolitane e treni regionali. In guesto senso occorre una analisi speditiva pariendo dai dati dei PUMS o PGTU più recenti o anche semplicemente dai dati forniti dalle aziende di trasporto pub- blico o agenzie della mobilité. Il grato dei livelli di esercizio delle infrastrutture evidenzieranno immediatamente su guali assi stradali si concentreranno i problemi di saturazione e congestione. Sfruttando la rete stradale degli assi p i ù congestionati ed eventuali viabilité com- plementan e alternative si potrá individuare la base per costituire la Rete di Mobi- lité di Emergenza. Sulla Rete di Mobilité di Emergenza bisognerá intervenire per ridurre la congestio- ne trasferendo guote di mobilité automobilistica su altri mezzi meno ingombranti e p i ù sostenibili, sia recuperando lo spazio necessario sugli stessi assi stradali prin- cipad, sia individuando possibili alternative da dedicare únicamente alla mobilité smart. Connettere i poli generatori e attrattori di traffico La Rete di Mobilité d’Emergenza dovrá garantiré la connessione tra i principad poli generatori e attrattori di traffico, tra guesti: stazioni ferroviarie, parcheggi d’inter- scambio, centri direzionali, poli produttivi, poli scolastici e universitari, ospedali, ecc. 12 Anche nelle strutture urbane più sempLici, dove potrebbe non configurarsi una rete, è utile individuare degli assi prioritari su cui realizzare i corridoi per la mobilité di emergenza e su cui indirizzare le guote aggiuntive di mobilité in modalité smart. Sfruttare le linee di forza del TPL Nella definizione della Rete di Mobilité di Emergenza o di singoli corridoi pub es- sere fondamentale seguiré, laddove possibile, il percorso dei servizi di trasporto pubblico, utilizzando la fermate e stazioni come elementi ordinatori della Rete e punti di riferimento e orientamento per i cittadini che intendono avvalersene, fatto salvo muoversi liberamente nella rete stradale cittadina nei punti in cui guesta è ben conosciuta. E’ importante offri re percorsi semplici e indicati da luoghi noti che fungano da pun- to di riferimento poiché, soprattutto nelle grandi cittá, molti cittadini che utilizzano abitualmente il trasporto pubblico non conoscono bene i percorsi stradali e sono abituati a muoversi e a localizzare le destinazioni in riferimento alie stazioni o fer- mate delie reti di trasporto collettivo. Modalité operative di realizzazione Una volta individuata cartográficamente la Rete di Mobilité d’Emergenza o i singoli corridoi si tratta di procederé alla trasformazione provvisoria delie strade in modo da recuperare lo spazio necessario per i mezzi e i modi di trasporto smart, ovvero di tutto cid che riduca il Uve lio di congestione della rete ordinaria, guindi piccoli e sostenibili. Lo spazio necessario per la Rete di Mobilité di Emergenza pub essere ricavato in vari modi: 1 - Recuperare corsie dedicate sugli assi principali Laddove vi siano assi stradali molto ampi, dotati di più di una corsia per senso di marcia, di corsie di larghezza superiore ai tre metri, occorre dedicare in entrambe le direzioni di marcia la corsia più a destra, di non meno di 2,5 metri di larghezza, alla RME, fino all’attestamento sulle ¡ntersezioni. A tale scopo si pub riconvertire 13 una delle corsie dedicate alie auto, riducendo eventualmente la larghezza delie corsie rimanenti qualora questo permetta di aggiungere la corsia RME. 2 - Ampliare le corsie e le piste ciclabili Nel caso in cui l’asse via ri o sia gié dotato di una corsia ciclabile per ognuna d e lie due direzioni di marcia si procederá ad ampliare la stessa fino alia dimensione di 2,5 metri. Qualora carreggiata sia affiancata su un solo lato da una pista ciclopedonale bidire- zionale occorre convertiré questa in una corsia RME monodirezionale e realizzare una corsia RME sul lato opposto della carreggiata per l’altro senso di marcia. Qualore le infrastrutture ciclabili siano promiscué con l’uso pedonale occorre la- sciare le stesse ai pedoni in assenza di adeguati marciapiedi in quanto è presumi- bile che le corsie RME abbiano volumi di traffico non compatibile con la sicurezza dei pedoni. 3 - Realizzare controviali ciclabili Le cittá dótate di controviali possono rendere queste corsie d elle strade a prece- denza ciclabile, con l’inserimento del limite di vélocité a 30km/h e il posizionamen- to di elementi rallentatori come i cuscini berlinesi. 4 - Sfruttare le corsie preferenziali del tpl Laddove sulla RME siano presentí corsie preferenziali del trasporto pubblico è op- portuno che le stesse siano ridefinite come corsie RME. 5 - Identificare itinerari complementan e paralleli Nei casi ¡n cui le strade individuate necessarie per la realizzazione della RME e dei corridoi di mobilité smart non siano nelle condizioni fisiche di ospitare le corsie della RME si possono individuare viabilité parallèle da dedicare esclusivamente alla mobilité smart o, come nel caso dei controviali, ¡n strade a preferenza ciclabile o ¡n strade F-Bis, a patto di mantenere i punti di raccordo con le fermate e stazioni del trasporto pubblico. 6 - Realizzare strade F-Bis Le strade locali di quartiere (tipo F) possono essere tramutate ¡n strade F-bis: percorsi destinati prevalentemente alia percorrenza pedonale e ciclabile. Anche ¡n questo caso è utile ricorrere al posizionamento di elementi rallentatori come i cuscini berlinesi. 14 Ridimensionare le corsie Nelle grandi città si assiste spesso a corsie veicolari sovradimensionate che in- centivano Le alte vélocité e il parcheggio in doppia fila. Riducendone l’ampiezza è possibile ricavare spazi per la micromobilità senza ridurre i flussi. 15 Realizzare con segnaletica di cantiere La totalité degli interventi proposti pub essere realizzata con modifiche ed inte- grazioni alla segnaletica orizzontale e verticale ed, in alcuni casi, con l’ausilio di delimitatori di carreggiata o elementi di arredo. E’ guindi opportuno effettuare gli interventi con segnaletica di cantiere (colore giallo) secondo guanto previsto dagli artt. 31 e 32 del Regolamento del Codice della Strada. Gli interventi saranno segnalati secondo gli schemi del D.M. 10 luglio 2002 "Di- sciplinare técnico relativo agli schemi segnaletici, differenziati per categoría di strada, da adottare per il segnalamento temporáneo" e Decreto Interministe- riale 22 gennaio 2019 "Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alie attivitá lavorative che si svolgono ¡n presenza di traffico veicolare". In guesto modo potranno essere segnalate particolaritá dal punto di vista delie dimensioni e della conformazione della strada integrando la segnaletica verti- cale ed orizzontale con segnali di cantiere. ATTENZIONE VIABILITA' MODIFICATA A A À ñ A\T T 1 1 i A V I (S¡ S¡ i j 16 Il ruolo della comunicazione La riforma della struttura di mobilité delle nostre città non pub avvenire a soli colpi di infrastrutture perché i cittadini devono essere non solo istruiti sul modo corretto di fruirne, ma anche coinvolti nella riformulazione attraverso opportu- ni feedback puntuali affinché l’amministrazione possa intervenire per risolvere eventuali problematiche derivanti dall’implementazione della rete di mobilité d’emergenza. L’attivitá comunicativa dovré focalizzarsi su tre chiavi di argomentazione: 1 - Lotta al virus 2 - Distanziamento sociale (distanti ma uniti) 3 - Facilitazione della mobilité dei lavoratori dopo il lockdown Le amministrazioni dovranno guindi comunicare ai cittadini: 1 - Perché si rende necessaria una Rete di Mobilité d’Emergenza; 2 - Quali interventi saranno effettuati e corne guesti modificheranno la mobi- lité dei cittadini; 3 - Come utilizzare al meglio la Rete di Mobilité d’Emergenza; 4 - Corne segnalare eventuali disfunzioni. La comunicazione del cambiamento in atto dovré avvenire principalmente attra- verso strumenti digitali, come i siti d elle amministrazioni, newsletter e social, anche attraverso le reti formali e informali di organizzazione della cittadinanza. Di particolare importanza è inoltre l’utilizzo dello spazio pubblico corne stru- mento di comunicazione utilizzando affissioni pubbliche e, soprattutto, segna- letica verticale spéciale per contestualizzare l’intervento effettuato. Si suggerisce che l’attivitá di comunicazione non sia lasciata ai singoli comuni, ma venga realizzata a livello centrale con la fornitura di un kit di comunicazione ad uso d e lie amministrazioni locali che avranno solo il compito di adattarlo alla situazione vigente e in funzione degli interventi realizzati. 17 Soluzioni principali Le soluzioni infrastrutturali che seguono sono le più semplici, veloci ed economi che da realizzare nel breve periodo per rispondere in modo efficiente all’emergen za Covid-19. r* T V CORSIA CICLABILE MONODIREZIONALE Min. 150 cm CORSIA BUS-TAXI APERTA ALLE BICICLETTE Min. 400 cm % 18 CORSIA CICLABILE BIDIREZIONALE Min. 250 cm STRADA A PREVALENZA CICLABILE (F-bis) Min. 275 cm Creare la RME Seguono una serie di esempi di strade più comuni in cui si pub interventire fin da subito nella realizzazione di corridoi per La micromobilitá. RIDUZIONE NUMERO DI CORSIE - CICLABILI MONODIREZIONALI Rifenmento: DM 557/99 RIDUZIONE NUMERO DI CORSIE - CICLABILI MONODIREZIONALI (presenza di parcheggio*) *Soluzione reaLizzabiLe suLLa base di un parère mmisteriaLe riLasciato aL comune di Roma (M_lNF-SISTRA_DIV2 prot.0005537-16.06.201 7) 19 APERTURA CORSIE BUS-TAXI ALLE BICI Riferimento: CdS art.7 c.1 U *Prevedere fascia d’arresto avanzata per fe bicicfette — APERTURA CORSIE BUS-TAXI ALLE BICI Riferimento: CdS art.7 c.1 U *Prevedere fascia d’arresto avanzata per fe bicicfette — CONTROVIALI A 30 KM/H *lnserire efementi raffentatori come cuscini berfinesi 20 RIDUZIONE NUMERO DI CORSIE IN PRESENZ DI CONTROVIÂLI SENSO UNICO - CICLABILE BIDIREZIONALE Rifenmento: DM 557/99 S *11 marciapiede deve avere una dimensione pan almeno a 3 m per consentiré una buona ---- visibilité alie interseziom ELIMINAZIONE PARCHEGGIO - CICLABILE BIDIREZIONALE Rifenmento: DM 557/99 *11 marciapiede deve avere una dimensione parí almeno a 3 m per consentiré una buona visibilité alie interseziom 21 Moderazione del traffico In strade a carattere prevalentemente residenziale è possibile intervenire con strumenti di moderazione del traffico e di condivisione deLLo spazio della strada, senza ricorrere alia realizzazione di corsie riservate. STRADA F-bis (es pag 39) Riferimento:CdS art. 2 c.3 *lnserire elementi rallentatori come cuscini berlinesi STRADA F-bis BIDIREZIONALE Riferimento:CdS art. 2 c.3 *lnserire elementi rallentatori come cuscini berlinesi 22 PINCH POINT (es pag 39) Strettoie artificiad realizzate sulla carreggiata in modo tale da costringere il passaggio del traf- fico a senso umco alternato. Dal punto di vista normativo si tratta dell istituzione del'Transito alternato a vista" ai sensi del comma 3, lett. a Art. 42 del Regolamento Attuativo del C.d.S. * Restringimento con percorso di aggiramento per micromobilità in entrambi i sensi _____ INTERRUZIONE TRANSITO AUTO (es pag 39) Interruziom artificiali della carreggiata in modo tale da impediré che le auto proseguano la loro corsa, “spezzando" la strada e rendendola di fatto senza uscita ma comungue transitabile nella sua interezza da biciclette e monopattini. *Fioriere o dissuasori al centro della carreggiata impediscono il passaggio alíe auto ------------ A Made with Str 23 Migliorare la pedonalità È importante garantiré il distanziamento sociale anche negli spazi pedonali, per guesto è opportuno liberarli dalla sosta e, guando necessario, ampliarli con interventi di urbanismo tattico. AMPLIARE I MARCIAPIEDI TROPPO STRETTI *Restringere la corsia con elementi di arredo o dissuasori ----------- ISTITUIRE STRADE A PRECEDENZA PEDONALE (es pag 39) *ln contesti redisenziali ad alta densité la strada puo essere condivisa tra tutti gli utenti---- 24 ELIMINARE IL PARCHEGGIO SUI MARCIAPIEDI SPOSTARE LA SOSTA DAL MARCIAPIEDE ALLA STRADA Il II II II *11 parcheggio auto puó essere alternate a stalli per biciclettev monopattmi eco. 25 Strumenti Oltre ad utiLizzare della vernice stradale di colore giallo per ¡I tracciamen- to della segnaletica orizzontale è opportuno ricorrere aU’utilizzo di alcuni elementi separatori verticali ed elementi rallentatori. DISSUASORI E PROTEZIONI CONO DISSUASORI FLESSIBILI NEW JERSEY TRANSENNE FIORIERE DELIMITATORI DI CORSIA 26 MODERAZIONE DELTRAFFICO CUSCINO BERLINESE PINCH POINT INTERRUZIONE TRANSITO AUTO SEGNALETICA ZONA 30 STRADAA PRECEDENZA CICLABILE 27 MICROMOBILIT STRADA CHIUSA ECCETTO MICROMOBILIT E PEDONI 28 Costi di realizzazione Per avere un’idea dei costi necessari alia realizzazione di una Rete di Mo bilità d’Emergenza è plausibile considerare il seguente computo estima tivo: - cancellazione linea di mezzeria 12 cm. (stimata continua) - nuove 3 linee 12 cm. (stimate continue) - 1 pittogramma ogni 10 m. - 10 cartelli ogni km - 2 cartelli grandi 70 xlOO ogni km Costo interventi: circa 8 euro/m Costo RME: circa 8.000 euro/km 29 Esempi e buone pratiche 30 Senatsverwattung für Umwelt, Verkehr und Klimaschutz A£tr uf>a VI - Vrfkevr^araoerner: genehmlgt am Q2.EK.2C2G Hanged MMaotfefer Radfahrstreifen ohne ruhenden Verkehr RP TEER01 Die Breite des Radfahrstreifen s ergibt sich durch die Breite des vorhandenen Fahrstreifens. Vorhandene Beschilderung fur den ruhenden Verkehr 1st abzudecken. Furtmarkierungen (0,50 m : 0,20 m) nurbei Vorfahrt für den Radverkehr und an signalisierten Knoten. Z 295 ist an Grundstückszufahrten/ -ausfahrten nicht zu unterbrechen. An Hattestellen und ggii. von Einmündungen sind Leitlinien zu markieren (1,00 m : 1,00 m). Sinnbild "Radverkehr” ist in regelmàiiigen Abstânden (ca. 25 m) zu wiederholen. Bei Bedarf kónnen die Abstànde der Zeichen 605-10 reduziert werden. Grundlage: RP 310 vom 12.092019 Otine Matstab WaiSangaben In Meter $ Tratto da: Piano dette regóte dette infra- strutture cictabiti di Bertino 31 ííñpsma Senatsverwaitung für Umwelt Verkehrund Klimaschutz Abtetung Vi - VtafcctrwnaomieM Qfrn«hrr»3t arr 02.Qi.2C2G /J / Radfahrstreifen bei Parkstreifen rechts RP TEER 02 Die Breite des Radfahrstreifen s erg i bt sich durch die Breite des vorhandenen Fahrstreifens. Parkflachenmarkierungen als Schmalstrich sind an Grundstückszufahrten und ggü. Einmündungen zu unterbrechen. Gegenüber Einmündungen sind statt Z 295 LeitJinien (1,00 m : 1,00 m) zu markieren (vgl. RP TEER 01). Z 295 ist an Grundstückszufahrten/ -ausfahrten nicht zu unterbrechen. Sicherheitstrennstreifen zum Parkstreifen mit Z 340 a Is Schmalstrich (1,00 m : 1,00 m). Furtmarkierungen (0,50 m : 0,20 m) nur bei Vorfahrt für den Radverkehr und an signalisierten Knoten. Sinnbild ’’Radverkehr' ist in regelmáfiigen Abstanden zu wiederholen (ca. 25,00 m). GrurxJIage: RP 311 vom 12.09.2019 onne Madstab UaEangaben In Meier % Tratto da: Piano deLLe rególe deLie infra- strutture ciclabili di Berlino 32 nñfpaaa Senatsverwaftung für Umwelt Verkehr und Klimaschutz Abteung Vi - VCifctftni—napcmm Oerwhrnlat arr D2.ÎU.2C2G Haetje-ç, Radfahrstreifen bei Parkstreifen links RP TEER 03a r Die Breite des Radfahrstreifens ergibt sich durch die Breite des voftiandenen Fahrstreifens Sichertieitstrennstreifen zum Parkstreifen mit Z 295 (Doppeilinie Schmalstrich). Furtmarkierungen {0,50 m : 0,20 m) nur bei Vorfahrt fur den RadverKehr und an signalisierten Knoten. Sicherheitstrennstreifen ist an Gmndstückszufahrten/ -ausfahrten auf ein Zeichen 295 zu reduzieren, Parkflachenmarkierungen sind zu unterbrechen, ggü. Einmündungen sind statt des Z 295 Leitlinien (1,00 m : 1,00 m)zu markieren. Sinnbild "Radverkehr” ist in regelmâGigen Abstanden zu wiedertiolen (ca. 25 m). Zeichen 605-10 konnen optional verwendet werden; sie miissen verwendet werden. wenn weitere VZ im Sicherheitstrennstreifen aufgestellt werden. Grurnilage: RP 311 vom 12.09.2019 onne MaGstab WaGangaben in Meie* $ Tratto da: Piano deUe rególe deLie infra- strutture ciclabili di Berlino 33 Senatsverwaltung fur Umwelt, Verkehrund Klimaschutz Afcteltaig A - Ve»te>r»ranaoerneir MMIpfeiLUl Benef^ct an / / / 32.04.202C UtyÁ haegete *tte-:ir»£5^fcer Radfahrstreifen bei Parkstreifen links RP TEER 03b Die Breite des Radfahrstreifens ergibt stch durch die Breite des vorhandenen Fahrstreifens. Sicherheitstrenn- streifen zum Parkstreifen mit Z 295 (Doppellinie Schmalstrich). Zeichen 6D5-10 nur an jedem Beginn des Parkstreifens und im Sicherheitstrennstreifen, wenn dort noch andere VZ aufgestellt werden Markierving im Bereich von Haltestellen als Leitlinie {1,00 m : 1.00 m) auf einer Lange von 15 m vor und hinder dem ersten bzw. letzen Z 224 L': Verziehungslange 1:10 (bei 2,50 m Parkstreifen: 25,00 m). Je n3ch ortlichen Verhaltnissen sind zur Ankündjgung Spurtafeln gem. RF TEER 04 vorzusehen. Bild 1 Ende des Parkstreifens Bild 2 Beginn des Parkstreifens Otoe Maisttaa Waûangaoen in Meter % Tratto da: Piano deUe rególe deLie infra- strutture ciclabili di Berlino 34 Senatsverwaltung für Umwelt Verkehr und Klimaschutz Atte-?ung VI - Ve*fcsrrr.-anagemer*: uilliusuIUi genehmlgt am 03.34.2C20 ■CífcÁ HK(r:(. AtteLnssele' Radfahrstreifen bei Parkstreifen links RP TEER 03c Beginn auf freier Strecke L*: Verziehungslânge 1:10 Bei vortier auf ausneichender Lange freien Fahrstreifen kann bei oniichem Bedarf eirve Verfcúrzung erfoigen (jedoch nicht im Bereich von Haltestellen von Linienbussen gem. RP TEER 03b). Vorankùndigung durcb Z 531 (Einengungstafel) in ausreicbendem Abstand (je nach crtlichen Gegebenheiten). Zusatzlich smd mind. 2x Z 207.1-21 (gem. RP 221/1 Nr. 4) zu markieren. Der Zufahrtsbereicb des Radfahrstrerfens ist mit Z 283 freizuhalten. Z 237 Z 283-10 Onne MalUtab Waüangaber In Meter $ Tratto da: Piano deLLe rególe deLie infra- strutture ciclabili di Berlino 35 Senatsverwaltung für Umwelt. Verkehrund Klimaschutz Atte ung V! - Ve'fcerrsmanagemer: gene"”ici am DS.G4202D : ¿Ujjt i-aegete Atteli^gs-sifer Verschwenkung bei Parkstreifen links RP TEER 03d 237 L* Fiihrung an Engstetten oder am Beginn (1) bzw. am Ende (2) eines Radfahrstreifens mit linksseitigem Parken 7^ Auf die Markierung einer Sperrflàche kann je nach órtlichen Verháltnissen verzichtet werden. Für die Sperrflachen gilt RP 240. 7^- L* Bei einer moglichen FuRgàngerquerung im Bereich von Gehwegvorstreckungen sind die Lertbaken behinderungsfrei aufzustellen. 7^ L": Verziehungslan-ge 1:10 Ejganziyig rar Raafanretrelfen mit 3artst'elfe^ llrks orine MafistaD Ma&argatwn r Meter 36 Tratto da: Piano deUe rególe deLie infra strutture ciclabili di Berlino iinlPsa Senatsverwaltung für Umwelt, Verkehr und Klimaschutz Atatefuno VI - Vertcfinr^-anaoe'ner-: oenehmlgt an? Q2.3¿.202G ¿■CífaÁ Haegw, Atte Lrgacter Radverkehrsfurt in signalisiertem Knoten RP TEER 04 Die Breite des Radfahrstreifens ergibt sich durch die Breite des vorhandenen Fahrstreifens. Mindestens 15,00 m vorder Haltiinie darf links vom Radfahrstreifen das Halten/ Parken gem. RP TEER 03 ff. nichterlaubt sein. Vortiandene Z 297 müssen gegebenenfalls angepasst Oder ungültig gemacht werden. onne MaRstab Mafiangaber In Meier $ Tratto da: Piano delle rególe deLie infra- strutture ciclabiLi di Berlino 37 RETE DI MOBILITÁ D’EMERGENZA - Esempi BERLINO Corsia cicladle lato interno ai parcheggi in tinea Corsia ciclabiLe emergenziate BOGOTÁ Corsia ciclabile emergenziate Red de Ciclorrutas Corredores de Cidovía temporales de Ciclorrutas + Ciclovias temporales Piano di amptiamento delta rete cicladle 38 MODERAZIONE DEL TRAFFICO - Esempi MONDO Interruzione della strada alie auto Interruzione della strada alie auto ITALIA Doppio senso eccetto auto Strada a precedenza ciclab¡le 39 Via Pietro Giannone 6, 20154 Milano I P. iva 13226291006 I www.bikenomist.comlmfo0bikenomist.com Sede operativa: Corso Garibaldi 71, 20121 Milano BIKENOMIST FROM BIKE TO BUSINESS